Una cosa che mi ha sempre colpito della sua musica, è l'allegria, l'archiettettura perfetta, l'eleganza. Però: anche quando componeva la tristezza, il lutto, insomma il dolore, lui ce la metteva, la Bellezza. Mica le lacrime, il sentimentalismo, l'urlo scomposto. No. Il dolore: che diventa bello.
Come facesse, non lo so, ma lo faceva. Qui, nell'interpretazione di Hebert von Karajan. Lacrimosa dal Requiem (versione consigliatami da Sandro Jr che ne sa parecchio). Poi fate voi.
