Ho scritto un racconto un anno fa e dal 20 dicembre è on line nel n.5 della splendida rivista letteraria Carie, con la bella illustrazione di Anamaken
Mi ha divertita scriverlo, spero diverta leggerlo.
Eccolo qui, Metti una sera, in macchina
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mercoledì 27 dicembre 2017
sabato 5 agosto 2017
Al Becco
È uscito il 19 luglio.
Parla di amicizia, amore, spavalderia e montagna.
Il mio racconto su "inutile"
http://rivista.inutile.eu/2017/07/al-becco/
sabato 12 novembre 2016
Leonard Cohen se n'è andato. Ma anche no.
mercoledì 26 ottobre 2016
domenica 11 settembre 2016
"La brevedad puede ser infinita"
"La brevità può essere infinita". Così si presenta Andrés Neuman nel suo blog microrréplicas: frase semplice (ma in rosso) sopra il disegno stilizzato del suo viso. Come dire: io son questo.
E non scherza.
Nei suoi testi, la scarnificazione dei contenuti e il centellinare delle parole portano il lettore dentro alla storia e poi lo ributtano fuori, a immaginare il "non detto" perché evocato ad ogni riga.
Io non posso non dirvelo che questo giovane scrittore è talento che incanta, senza intimidire. Semplicità apparente, lavoro di cesello.
Leggetelo: è una folgorazione.
LE Cose che non Facciamo, ed SUR
E non scherza.
Nei suoi testi, la scarnificazione dei contenuti e il centellinare delle parole portano il lettore dentro alla storia e poi lo ributtano fuori, a immaginare il "non detto" perché evocato ad ogni riga.
Io non posso non dirvelo che questo giovane scrittore è talento che incanta, senza intimidire. Semplicità apparente, lavoro di cesello.
Leggetelo: è una folgorazione.
LE Cose che non Facciamo, ed SUR
Andrés Neuman alla libreria Zabarella a Padova, il 7 settembre 2016
mercoledì 3 agosto 2016
La Sigaretta, un micro racconto
Consentitemelo, perché queste sono boe per me
(racconto pubblicato in data odierna, 3.8.2016)
La Sigaretta, by Elena Gottardello
La Sigaretta, by Elena Gottardello

Colette
sabato 11 giugno 2016
Due metri per tre
Due metri per tre (per l'esattezza 202x301,5) è la misura di un dipinto a olio su tela appeso nella Room 41 della National Gallery di Londra, giusto davanti a una grande porta di legno, in fondo alla sala. Credo sia un effetto voluto: tu arrivi dall'atrio, dopo la Room 43 (non passate per la Room 34), lasci sulla destra la Room 42 e per accedere alla sala 41 spingi la maniglia di ottone, l'elegante porta scivola, passi dentro, e il dipinto sta lì, piazzato davanti a te. In due metri per tre di bellezza elementare. Entri nella sala e già ne sei fuori perché passi dritta dritta sull'erba del dipinto.
Bathers at Asnières (1884) è una scena semplice, di gente semplice, che fa una cosa semplice in una giornata semplice. Ma non c'è nulla di scontato e casuale e banale. La tecnica maniacale e perfetta dell'esecuzione si traduce in freschezza sulla tela: dei gesti, della scena, dei soggetti. La placidità di un pomeriggio domenicale, in riva alla Senna in un sobborgo parigino, operai che riposano in silenzio nei loro abiti buoni e pratici. Nessuno parla, in questo dipinto, e si avverte subito: l'unico suono che arriva è acqua che scorre, la coda del cane che scodinzola e accarezza l'erba, brezza, scivolare di una barca, il fischio del treno lontano. Immagino il richiamo di un gabbiano fuori dall'inquadratura. Gesti solitari e rilassati, sguardi semplici, in cerca di bellezza dopo una quotidianità grigia.
Georges Seurat ha creato questo dipinto con cura: me lo immagino mentre associa colori e ne studia l'effetto, prova e scarta e riprova, fino a ottenere l'effetto che lo convinca.
Chapeau, Monsieur Seurat.
Godetene
Bathers at Asnières qui
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